Ingredienti

Latte, caglio (sale usato solo per la preparazione della salamoia).

Caratteristiche

Il formaggio Geromina è prodotto con il latte di vacca, proveniente dalla mungitura delle nostre mucche.

Per la preparazione del Geromina, il latte della mungitura della sera viene posto nella vasca di affioramento, dove viene lasciato riposare tutta la notte a bassa temperatura. Al mattino la panna affiorata viene tolta ed il latte viene lavorato crudo, con la sola aggiunta del caglio. La formazione della cagliata avviene senza usare nessun additivo o conservante.

Il Geromina è un formaggio fatto stagionare a lungo, si presenta in forma cilindrica di circa 25 cm di diametro e del peso di circa 9 kg, molto saporito, ma non piccante. La pasta ha una consistenza semidura.

Ottimo come formaggio da tavola, come stuzzichino, in cucina si presta ad ogni uso perché conferisce ad ogni piatto quel sapore di formaggio deciso, ma che non copre altri gusti.

Confezione

  • Fette dal peso di circa 300–400 g, confezionate sottovuoto, da consumare preferibilmente entro 4 mesi dal confezionamento.

Conservazione

Si conserva in frigorifero ad una temperatura di 4°C.

Si consiglia di togliere il formaggio dal frigorifero almeno mezz’ora prima di consumarlo.

Curiosità

La frazione Geromina, nella quale si trova la Cascina Guardiola e dalla quale prende il nome questo formaggio, nacque per volere dell’imprenditore tessile Giovanni Marzio, la cui consorte, Geromina Baggio, trascorreva le sue estati in una cascina del territorio, successivamente trasformata in residenza operaia.

Costituita in origine da semplici comunità rurali simili a quelle del vicino Castel Cerreto, divenne così un piccolo villaggio industriale, strutturato sullo stesso modello della più famosa Crespi d’Adda, che a sua volta si ispira a New Lanark, il villaggio industriale realizzato in Scozia dall’utopista Robert Owen.

Gli insediamenti produttivi sfruttavano la naturale pendenza del territorio, posto sull’antico argine del fiume Adda (la cosiddetta “costa”), per deviare una parte delle acque della roggia Vignola soprastante nella roggia Firone, al fine di produrre energia elettrica tramite una turbina. Il declino dell’industria tessile in questa parte della Lombardia ha segnato la fine di questi insediamenti, sostituiti da un tessuto di piccole imprese che non hanno intaccato la vocazione agricola della zona.